| La Storia
I primi documenti storici risalgono alla fine del XII secolo
quando nel 1169 Berudico
da Bozzano, a capo di un piccolo esercito, dopo aver
conquistato Gallicano, Barga, Cascio, Perpoli e Fiattone,
distrugge Palleroso.
Nel 1346 il marchese
Spinetta-Malaspina vende Palleroso
alla Repubblica Fiorentina per la misera cifra di 12.000
fiorini d’oro.
Nel 1370, istigati dagli
Antelminelli, Palleroso
ed altre terre di Garfagnana si ribellano a Lucca, ma guidati
da Giovanni degli Obizi
i lucchesi li riconquistano.
Nel 1383 Palleroso
ha una rivalsa su Lucca: Pieruzzo
di Pieve Fosciana entra nel castello furtivamente
e spinge il popolo alla ribellione; Lucca invia numerosi
fanti e cavalieri ad assediare Palleroso
ma non riuscendo ad espugnarlo e non ricevendo rinforzi
né viveri e munizioni, i lucchesi sono costretti
alla resa.
Nel 1384, in una nota,
Palleroso viene annoverato da
Lucca come uno dei castelli più importanti della
Garfagnana.
Nel 1451 Palleroso
passò spontaneamente al marchese
di Ferrara Borso d’Este e rimase sotto gli
estensi fino alla formazione del Regno d’Italia.
Nel 1603 scoppia una lunga
guerra tra Lucca e gli Estensi; il castello di Palleroso
viene occupato dai lucchesi per tradimento del comandante
Stefano Fontana, poi condannato a morte. Al primo
soldato che fosse riuscito a sorpassare le mura di Palleroso
Lucca avrebbe assegnato un vitalizio di uno scudo al mese.
Il castello fu conquistato, saccheggiato e bruciato.
Nel 1613 Palleroso
è di nuovo campo di battaglia tra Lucca e gli estensi.
Prendendo come pretesto un dissidio fra estensi e fiorentini,
i lucchesi, che volevano riconquistare la Garfagnana, attaccano
spingendosi fino a Cascio, che si arrese e occuparono e
distrussero molti dei paesi circostanti. La Garfagnana tutta
si unì contro Lucca e riuscì a fermare l’invasione;
particolarmente aspre furono le battaglie a Fabbriche di
Vallico e Palleroso, dove morirono
molti Garfagnini, ma ancora più Lucchesi.
Nel 1659 a Palleroso
fu invitato dal Parroco Vitali,
che due anni dopo divenne Vicario generale di Reggio, il
Duca di Modena Alfonso IV.
Nel 1836 venne costruita
la strada carrozzabile che
da Catelnuovo Garfagnana porta a Monteperpoli.
Nel 1840 fu costruito il
primo acquedotto: “del Fontanino”.
Nel 1850 fu costruito il
Ponte di Ceserana (facente
parte della Parrocchia di Palleroso)
Nel 1859 venne costruita
la strada di Volcascio (come
sopra)
Tra l’autunno del 1944
e la primavera del 1945
il fronte di guerra tra Repubblica Sociale Italiana e tedeschi
da una parte e anglo-americani dall’altra si fermò
in Garfagnana lungo la Linea Gotica che si spingeva dalla
Pania della Croce fino alle
Rocchette, da lì al
monte di Bruciano, Eglio, Sassi, Molazzana, Monteperpoli,
Palleroso, Ponte di Campia e
risaliva, passato il fiume Serchio, fino a Castelvecchio,
Treppignana e al passo del Saltello. A fine Agosto del 1944
un aeroplano americano cadde nelle selve di Palleroso.
All’inizio di ottobre a Palleroso
caddero le prime bombe e alla fine del mese gli Alpini
della Divisione Monterosa si sistemarono vicino alla
Chiesa di S.Rocco. Il 26
dicembre 1944 i soldati della R.S.I. tentarono un’offensiva
contro gli americani e da Palleroso
si spinsero fino a Barga e Gallicano, ma il giorno seguente
gli anglo-americani reagirono bombardando ripetutamente
Palleroso. Nel febbraio del
1945 alcune bombe caddero
in Novicchia (località
di Palleroso) uccidendo in un
rifugio 30 civili e il Cappellano di Castelnuovo. Il 18
aprile 1945 Palleroso
venne occupato dalle truppe americane e domenica
22 aprile fu celebrata la Messa davanti alla popolazione
ormai quasi tutta rientrata dallo sfollamento.
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Principali Monumenti
All’inizio del paese sorge la Chiesa
di S. Rocco edificata “pro gratiarum actione”
poiché Palleroso fu preservata
dalla peste del 1630 quando
“flagellabat populos vicinos”.Nel 1885
fu ingrandita fino ad assumere l’attuale forma per
volere di Giovanni Bovini della
Pianaccia (località di Palleroso). Sopra l’altare
si trova posta la statua di
S.Rocco che mostra le piaghe causate dalla peste
con a fianco il cane.
Sui muri interni sono fissate lapidi
con incisi i nomi dei caduti sul fronte nella seconda guerra
mondiale.
Palleroso si presenta con la
struttura architettonica tipica del castello
medievale di cui rimangono un abbozzo di mura
di cinta, purtroppo fatte abbassare nel dopo guerra,
che costeggiano una rampa (non a caso chiamata Via
dell’Affanno) che dà accesso alla porta
d’ingresso del “castello”.
La vecchia porta è
stata costruita nel 1610
e al piano terra è occupata dalla strada, dalla fontana
pubblica costruita nel 1952,
da una feritoia e da un’effige della Madonna; al piano
superiore si trova una stanza ,anticamente appartenente
al Presidio ,che nel tempo è servita come edificio
scolastico e poi come ambulatorio comunale.
Risalendo lungo la Via dell’Affanno
fino a piazza S.Martino
troviamo la Chiesa parrocchiale
dedicata all’omonimo Santo. Le prime notizie riguardo
questa Chiesa ci giungono da una bolla spedita nel 1168
dal Pontefice Alessandro III
al pievano di Pieve Fosciana. La sua struttura ricorda l’architettura
romanica dove, al posto del rosone, troviamo una nicchia
con un’immagine di terracotta di S.Martino a cavallo.
Nell’abside si conserva una tela ad olio del pittore
veneto Giò Battista Lorenzetti
rappresentante la Vergine col Bambino, S.Giovanni Battista,
S.Martino, Maria Maddalena e S.Ansano. A fianco della Chiesa
si erge il campanile, con tre
campane votive recentemente elettrificate, nella
cui facciata si osserva una lapide in marmo dedicata ai
caduti della prima Guerra Mondiale (1915-1918) con la seguente
dedica: “O prodi che l’amore della patria
confortato dalla fede affermaste col sacrificio della vita
nel cuore più che nel marmo restano scolpiti i vostri
nomi”.
Continuando verso la Via della
Torre si raggiunge la parte più alta del paese
a m 537 s.l.m. dove si
trovano i ruderi di un’antichissima torre
a base circolare; la costruzione a blocchi di pietra
fa pensare ad una probabile origine etrusca, anche se non
vi è ampia storiografia a riguardo. La probabile
funzione della torre era di segnalazione visiva con le altre
torri situate sulle alture circostanti. Da qui si gode uno
dei migliori panorami della Garfagnana. Nel 1946
la popolazione collocò sulla cima della Torre una
grande croce fatta con i resti di una rotaia per soddisfare
il voto fatto due anni prima che la impegnava se il paese
fosse stato preservato dalla Grande Guerra.
Altro a dir poco singolare monumento stavolta però
opera della natura è la Penna;
una protuberanza rocciosa di facile accesso da un lato ma
con una parete verticale dall’altro alta circa 70
metri.
La penna è posta
subito sotto al paese in mezzo ai vigneti e la si può
raggiungere in 3 minuti; la parete verticale, ancora “illibata”,
si presterebbe, secondo noi, a palestra di roccia con la
caratteristica unica di essere naturale.
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